Facoltà di Scienze Politiche "C. Alfieri" di Firenze
Storia Militare
programma anno acc. 2005 - 2006
I modulo:
Ripercorsi, a grandi linee, i temi fondamentali della storia militare dell'Europa Moderna - dall'affermazione della modernità militare alle guerre e agli eserciti della Rivoluzione e dell'Impero - attraverso l'analisi di alcuni scritti di filosofi, politici e militari, (dal Machiavelli ai teorici del '900) si approfondirà anche la storia del dibattito: pace e guerra. Saranno quindi presi in esame i conflitti del '900 con attenzione particolare a quelli successivi alla Seconda Guerra Mondiale e all'attività formativa delle operazioni di peace (anche in preparazione dei temi del secondo modulo).
Bibliografia:
P. Del Negro, Guerra ed eserciti da Machiavelli a Napoleone, Bari, Laterza, 2001.
Guerra, a cura di C. Galli, Bari, Laterza, 2004.
più un manuale di storia del ‘900 e oltre. Per ses: G. Sabbatucci - V. Vidotto, Storia contemporanea. Il Novecento, Bari, Laterza, 2004.
II modulo:
Attravero la testimonianza di militari che hanno partecipato a missioni all'estero gestite da Organismi sopranazionali o sotto comandi appositamente creati, verranno presentati bene inquadrati nel contesto storico, diversi scenari d'operazione, dal Libano (1982-1984) al Kosovo, fino all'Iraq e ai più recenti interventi in Africa.
Bibliografia:
Marco Mayer , Intervento umanitario e missioni di pace, Roma, Carocci, 2005.
Dispense on-line
I modulo
Venerdì, 14 aprile, ore 10-12
LE MISSIONI MULTINAZIONALI ALL'ESTERO: QUALE LEGALITA' INTERNAZIONALE
Dopo una breve panoramica sul divieto dell’uso della forza nelle relazioni internazionali quale sancito dalla Carta delle Nazioni Unite, si tratteranno le eccezioni che il diritto internazionale prevede a tale divieto. In particolare, si affronterà la distinzione fra l’intervento in legittima difesa, l’uso della forza autorizzato dalle Nazioni Unite, e l’uso della forza da parte dei c.d. Caschi Blu.
Infine, si analizzeranno in modo specifico tre recenti case-studies alla luce del diritto internazionale: l’intervento NATO in Kossovo del 1999; l’azione militare in Afghanistan del 2001 e l’attacco all’Iraq del 2003.
Prof. Luisa Vierucci
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Mercoledì, 26 aprile, ore 10-12 - seminario
INTERVENTI UMANITARI E MISSIONI DI PACE
Il Col. Salvatore Scafuri presenta il libro del prof. Marco Mayer, Interventi umanitari e missioni di pace.
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Venerdì, 28 aprile, ore 10-14 seminario - presentazione, prof. Umberto Gori
1) TIPOLOGIE DELLE MISSIONI DI PACE (ore 10-12)
Gen. Pier Luigi Torelli
2) INTELLIGENCE E FORMAZIONE (ORE 12-14)
Le fonti aperte sono i giornali, libri, banche dati, radio, tv, informazioni on line, la cui lettura e interpretazione costituisce oggi uno strumento aggiuntivo importante per tutte le intelligence. L’uso razionale di queste fonti ha permesso di avere «le informazioni che contano a costi più bassi e in tempi più rapidi».
Gen. Mario Guglielmi
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II modulo
Presenza militare italiana all'estero
Missioni sotto egida ONU
UNIFIL (Libano , in corso)
UNTAG (Namibia 1989 - 1990)
UNOCA (Afghanistan 1989 - 1990)
UNOSOM (Somalia 1992 - 1994)
ONUMOZ (Mozambico 1993 - 1994)
Missioni EU
CONCORDIA (Fyrom 2003)
ALTHEA (Bosnia Erzegovina, in corso)
Missioni NATO
IFOR/SFOR (Bosnia 1995 2004)
JOINT GUARANTOR (Macedonia 1998 1999)
KFOR (Kosovo 1999, in corso)
ALLIED HARBOUR (Albania 1999)
ESSENTIAL HARVEST (Task Force in Macedonia 2001)
AMBER FOX (Operazione in Macedonia 2002 - 2003)
ISAF (Afghanistan 2003)
Missioni MULTINAZIONALI
LIBANO 1 e LIBANO 2 (1982 - 1984)
AIRONE (Kurdistan , 1991)
Operazione IPPOCAMPO (Ruanda, 1994)
Operazione ALBA (Albania, 1997)
Operazione STABILISE (Timor Est 1999 - 2000)
ISAF (Afghanistan 2002 - 2003)
Operazione ENDURING FREEDOM (Afghanistan 2003, in corso)
Operazione ANTICA BABILONIA (Iraq 2003 - in corso)
Missioni NAZIONALI
PELLICANO (Albania 1991 - 1993)
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Martedì, 9 maggio, ore 10-12
ATTIVITA’ ADDESTRATIVA PER LO SVOLGIMENTO DI COMPETENZE PROFESSIONALI SUL TERRITORIO NAZIONALE E FUORI AREA
Gen. Luciano Alberici da Barbiano
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Mercoledì, 10 maggio, ore 10- 12
LIBANO 1
La prima missione di pace in Libano dell’Esercito Italiano si svolse dal 23 agosto all’11 settembre 1982 quando, su richiesta del governo libanese, fu inviato a Beirut un battaglione bersaglieri per garantire il ritiro delle milizie palestinesi dalla città e favorire il ristabilimento della sovranità e dell’autorità del governo libanese. La missione, comandata dall'allora Tenente Colonnello Bruno Tosetti, venne affidata al 2° battaglione bersaglieri "Governolo". Durante quel periodo, 13.000 palestinesi vennero accompagnati dalle forze militari italiane al confine con la Siria, nei porti siriani e nell'isola di Cipro.
Gen. Bruno Tosetti
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Venerdì, 12 maggio, ore 10- 12
LIBANO 2
Nemmeno il tempo di rientrare in Italia che il contingente di pace dovette prepararsi per una nuova e impegnativa missione a causa degli improvvisi e drammatici eventi: il 16 settembre, giorno che verrà ricordato come "il giovedì nero del popolo palestinese". Reparti miliziani dopo aver circondato i campi profughi di Sabra e Chatila fecero una strage. Alla fine sul terreno si contarono 600 morti fra uomini donne e bambini. Parte così la seconda missione italiana. Durante questa missione, la sera del 15 marzo, venne ucciso un soldato italiano, Filippo Montesi, 20 anni, militare di leva nel battaglione San Marco. E' il primo caduto in guerra italiano dopo quarant'anni di pace. Ila missione si concluse nel febbraio del 1984.
Gen. Calogero Cirneco
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Martedì, 16 maggio, ore 10-12
AIRONE
Il 3 maggio 1991 prende il via, con l’invio di reparti paracadutisti italiani nel Kurdistan iracheno, la missione Airone, con il compito di agevolare l’intervento delle organizzazioni umanitarie internazionali in favore delle popolazioni curde in fuga dalla repressione di Saddam Hussein. Partecipano alla missione Provide Comfort circa 1.500 militari italiani, comandata dal Gen. Mario Buscemi, che garantiscono, fino all’estate, la sicurezza e l’assistenza sanitaria nei campi profughi. Una forza di pronto intervento permane in Turchia fino all’ottobre dello stesso anno, in funzione anti irachena (Airone 2).
Gen. Mario Buscemi
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Mercoledì, 17 maggio, ore 10-12
ONUMOZ
Dopo gli accordi di pace siglati a Roma tra il governo del Mozambico ed i ribelli della Renano, l’ONU dispone, il 16 dicembre 1992, l’invio di una forza di pace nel Paese africano per garantire il rispetto degli impegni. Dal marzo 1993 al maggio 1994 l’Italia contribuisce all’Operazione ONUMOZ con il contingente Albatros e con un reparto di sanità che continuerà ad operare in Mozambico anche dopo il ritiro del grosso del contingente italiano.
Dott. Antonella Cervelli
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Venerdì, 19 maggio, ore 10-12
L’ATTIVITA’ DELLA DELEGAZIONE ITALIANA ESPERTI DEL MINISTERO DELLA DIFESA IN ALBANIA (1998 2001)
La NATO in Kossovo. Il Reggimento MSU per mantenere l’ordine pubblico in territori a presenza NATO in cui lo Stato non è in grado di mantenere autonomamente l’ordine. I Carabinieri come modello e perno del Rgt. MSU. Estensione dei compiti del Rgt. MSU al controllo del territorio, alla raccolta di informazioni e al modello italiano della Stazione Carabinieri. Sua funzione di integrazione per le polizie europee a statuto militare.
Per l'Albania; nascita e scopi della Delegazione Italiana Esperti del Ministero della Difesa in Albania. Problemi per la riorganizzazione della Polizia Militare e della Magistratura Militare. La guerra in Kossovo e la nascita di “Arcobaleno”. La DIE trampolino di lancio di “Arcobaleno”.
Col. Giorgio Zanasi
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Martedì, 23 maggio, ore 10-12
UNOSOM
Dal 13 dicembre 1992 al 21 marzo 1994 l’Italia, a seguito della crisi scoppiata dopo la caduta del dittatore Siad Barre, viene chiamata ad operare in Somalia con il contingente Ibis nell’ambito della missione ONU Restore Hope. Le principali attività del contingente italiano, alle dipendenze del comando ONUSOM, sono indirizzate al sostegno alle popolazioni e alla ricostruzione del tessuto sociale ed istituzionale del Paese sconvolto dal banditismo e da guerre tribali. Nel corso della missione perdono la vita 11 militari ed una infermiera della C.R.I.
Gen. Bruno Loi
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Mercoledì, 24 maggio, ore 10-12
KFOR
L’ operazione KFOR è iniziata all’ alba del giorno 12\06\99, il contingente italiano, proveniente dalla Macedonia, è entrato in Kosovo alla mezzanotte dello stesso giorno di inizio dell’ operazione ed ha raggiunto Pec il mattino del 14 Giugno Lo scopo era quello di sorvegliare il ritiro delle truppe serbe e proteggere il rimpatrio dei profughi di etnia albanese. Da tale momento e fino al 11\11\2002 il contingente nazionale ha costituito la Multinational Brigate West (MNB-W) con sede a Pec e posta alle dipendenze del Comandante di KFOR. La MNB-W comprendeva anche reparti di altri paesi e aveva assegnata un’ area di responsabilità di 2.400 Kmq.
La partecipazione italiana in KFOR è stata di circa 5.500 uomini fino al 2001, diminuendo nel corso degli anni fino ad arrivare a 2.500 uomini nel 2004.Una forza NATO è attualmente presente nella regione ed il contingente italiano, che opera nell’ambito dell’Operazione “Joint Enterprise” (denominazione assunta dal 01.01.2005, in precedenza era “Joint Guardian”) è composta da circa 2.399 uomini su un totale di circa 16.000 impegnati nell’ operazione. In particolare il Comando di KFOR è affidato all’ Italia(Gen.C.A. Giuseppe Salotto). Il contingente dell’ E.I. è composto da 1.930 u. che operano nell’ ambito della Task Forces. Sono inoltre compresi nel contingente 30 Carabinieri, con funzione di Polizia Militare.
Nel contingente è anche inserita una componente delle Infermiere Volontarie della Croce Rossa Italiana. Nel mese di ottobre 2005, 500 u. del 186° Reggimento Paracadutisti “Folgore”, facenti parte delle forze di riserva per il teatro balcanico (ORF-Operational Riserve Force) a disposizione della NATO, sono stati impegnati nell’ attività denominata “Determined Effor 2005; 180 uomini dell’ Aeronautica Militare sull’ aeroporto di dakovica, specialisti del Genio Aeronautico e personale per il supporto e la sicurezza.
Il contingente costituisce il primo Reparto Operativo Autonomo (ROA) “AMIKO” (Aeronautica Militare Italiana in Kosovo), presente dall’ agosto del 1999.
Sono circa 240 gli uomini dell’ Arma dei Carabinieri, che costituiscono la componente principale della MSU (Multinational Specialized Unit), con sede a Pristina. Nel periodo compreso tra la seconda decade di marzo 2004 e il 08.04.2004, in relazione alle tensioni interetniche sorte nell’ area, due compagnie della MSU di SFOR, per un totale di 160 uomini, sono state schierate in Kosovo in rinforzo della MSU di KFOR.
Gen. Leonardo Leso
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Venerdì, 26 maggio, ore 10-12
MISSIONE ENDURING FREEDOM NIBBIO (febbraio ottobre 2003)
La Task Force “Nibbio” ISAF/ENDURING FREEDOM
Dopo aver partecipato, tra il 1999 ed il 1990, all’ addestramento di personale locale addetto allo sminamento, l’ Esercito italiano interviene nuovamente in Afghanistan nel dicembre 1991 con un contingente di circa 500 uomini, facente parte della Isaf (International Security Assistance Force) con il compito di tutelare il nuovo governo afgano. Dal 2003 opera in azioni di lotta al terrorismo a fianco delle truppe americane, anche una Task Force “Nibbio”. La struttura della TASK FORCE “NIBBIO” è stata costituita, dal 15.06.2003 al 15.09.2003 (fine missione), sulla base del 187°Rgt. Paracadutisti “Folgore”, inquadrato nella Brigata Paracadutisti “Folgore”. Il Rgt. era integrato con componenti di incursori paracadutisti, alpini paracadutisti, acquisizioni obiettivi, trasmissioni, genio pionieri, NBC, mezzi campali, logistica.
Sono state anche presenti componenti della Marina (incursori), dell’ Aeronautica (per le esigenze dell’ aeroporto di Bagram) e dei Carabinieri (Carabinieri paracadutisti).
In precedenza, da inizio missione fino al 15\06\2003, la struttura della Task Force “Nibbio” era costituita sulla base del 9° Rgt. Alpini, inquadrato nella Brigata Alpina “Taurinense” .
Il Rgt. era integrato con componenti di alpini paracadutisti, artiglieria contro carri, mortai pesanti, genio guastatori, BOE, NBC, acquisizione obiettivi, logistica.
L’ addestramento del personale assegnato alla TASK FORCE “NIBBIO”(dall’ intervento in Parlamento del Ministro della Difesa, On. Martino, il giorno 25\03\2003) è stato finalizzato al conseguimento dei seguenti obiettivi:
1. potenziamento dell’ efficienza fisica e delle capacità operative individuali, in funzione rispettivamente dell’ ambiente e del compito da svolgere.
2. preparazione delle unità a livello di Plotone, per elevarne le capacità operative e i sopravvivenza in alta montagna, nonché per migliorare le procedure e le tecniche per l’ utilizzo degli aeromobili.
3. preparazione delle unità a livello complessivo, sviluppando la capacità di condurre azioni tattiche diversificate, con l’ impegno di aeromobili in ambiente montano, di giorno e di notte.
4. conseguimento di adeguate capacità operative del contingente nel suo insieme e l’ addestramento di aeromobilità in alta quota con l’impiego di elicotteri statunitensi.
Al fine della protezione NBC del personale della Task Force “Nibbio” ( dall’ intervento in parlamento del Ministro della Difesa, On. Martino, il giorno 25\03\2003):
1. sul piano individuale, si è proceduto all’ indottrinamento sui rischi radiologici, biologi e chimici, ed alla dotazione di particolari effetti di vestiario ed equipaggiamenti.
2. sul piano collettivo, i reparti sono stati dotati di materiali ed attrezzature per la difesa e la bonifica. Nel contingente è stata, anche, inserita una unità NBC, dotata di sofisticate attrezzature per la verifica preventiva delle aree di schieramento dei reparti.
3. inoltre nel contingente ISAF, a Kabul, è inserita una Compagnia NBC, che dispone di speciali veicoli blindati, con capacità di movimento in sicurezza in ambiente contaminato e di analisi e comunicazione dei risultati, in tempo reale per l’ eventuale allarme ai reparti. Ai fini della prevenzione, la Compagnia effettua regolarmente le analisi sui campioni ambientali prelevati nelle aree di responsabilità sia ISAF che “NIBBIO”. Le analisi effettuate, finora, non hanno evidenziato risultati al di fuori della norma. Inoltre è in atto una raccolta di campioni e materiali ambientali per le successive analisi preso il CISAM e l’ Università di Siena-Dipartimento Scienze Ambientali
Comandanti nazionali in teatro: durante il rischiaramento della Task Force “Nibbio”:
- NCC\IT e SNR Afghanistan: Brig. Gen. Giorgio Battisti, Comandante della Brigata Alpina “Taurinense” (dal 15\03\2003 al 16\06\2003) Brig. Gen. Marco Bertolini, Comandante della Brigata Paracadutisti “folgore” (dal 16\06\2003 al 15\09\2003).
- Comandante della Task Force “Nibbio”: Col. Claudio Berto, Comandante del 9° Rgt. Alpini (dal 15\03\2003 al 15\06\2003); Col. Federico D’ Apuzzo, Comandante del 187° Rgt. Paracadutisti “Folgore” (dal 15\06\2003 al 15\09\2003).
Gen. Giorgio Battisti
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Martedì, 30 maggio,ore 10-12
ANTICA BABILONIA
Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, con la risoluzione n. 1483 del 22 maggio 2003, ha sollecitato la comunità internazionale a contribuire alla stabilità e sicurezza dell’Iraq e ad assistere il popolo iracheno nell’opera di trasformazione del Paese dopo la caduta di Saddam Hussein. In questo contesto, l’Italia ha inviato un contingente, forte di circa 3.000 uomini, che opera alle dipendenze della Divisione britannica nel sud del Paese. Nel corso dell’operazione Antica Babilonia, iniziata nel luglio 2003, le Forze Armate italiane hanno subito la più grave perdita di vite umane nello svolgimento di attività operative all’estero, dal 1945 ad oggi: 17 militari, a cui vanno aggiunti 2 civili, hanno perduto la vita nell’attentato di Nassiriya. La componente Esercito è costituita sulla base della Brigata Corazzata “Ariete”(dal 06\09\2005) con sede presso Nasiriyah (Camp Mittica). Comprende anche una componente elicotteristica con veicoli CH-47 e AB-412 (sull’ aeroporto di Tallil) ed una componente cinofila per l’ individuazione di esplosivi. La Marina Militare è presente da inizio operazione con una aliquota di forze speciali del Gruppo Operativo Incursori di COMSUBIN. Durante la prima fase dell’ operazione, da bordo della nave anfibia San Giusto, gli uomini del San Marco hanno svolto i seguenti compiti: sorveglianza e Marittime Interdiction Operation a protezione delle piattaforme petrolifere e agli accessi al Golfo Persico settentrionale, con controllo del traffico mercantile in transito nelle acque territoriali irakene; supporto alle operazioni di pattugliamento, scorte convogli e distribuzione di aiuti umanitari. Dal 05\08\2005, dopo la partenza dal teatro della compagnia del Reggimento “San Marco”, tale Reparto mantiene una propria presenza con un nucleo di specialisti in telecomunicazioni satellitari e con Ufficiali impiegati negli staff nazionali e multinazionali. L’ Aeronautica Militare ha costituito il 6° ROA (Reparto Operativo Autonomo) di Tallil, al quale la Forza Armata contribuisce con circa 220 uomini e con 3 elicotteri HH-3F. Nel contesto del ROA operano anche elicotteri dell’ Esercito e in precedenza, hanno operato per un certo periodo gli elicotteri della nave “San Giusto”. I Carabinieri hanno costituito una unità MSU (Multinational Specialized Unit), che opera principalmente nel settore italiano, ma su esplicita richiesta ed approvazione dell’ autorità nazionale, può intervenire su tutto il territorio del settore assegnato al comando divisionale britannico; concorre alle attività della componente interforze; svolge inoltre una vasta gamma di compiti di sicurezza che vanno dalla prevenzione criminale all’ antisommossa, dall’ antiterrorismo alla raccolta delle informazioni sulla malavita e sui gruppi estremisti, dal mantenimento dell’ ordine pubblico alla selezione, all’ addestramento e all’ affiancamento del personale della polizia irachena presente nella provincia di Dhi Qar. Il contingente terrestre ha la responsabilità di un settore nella regione meridionale dell’ Irak , nell’ ambito della Divisione a Comando inglese. L’ Italia ricopre l’ incarico di Vice Comandante della citata Divisione a Comando UK. La missione del contingente militare nazionale è di garantire la cornice di sicurezza essenziale per consentire l’ arrivo degli aiuti e di contribuire con capacità specifiche alle attività di intervento più urgente nel ripristino delle infrastrutture e dei servizi essenziali. In tale quadro i compiti del contingente militare nazionale sono i seguenti: creazione e mantenimento di un ambiente sicuro, concorso all’ ordine pubblico e polizia municipale, supporto alle attività di sminamento, rilevazioni biologiche e chimiche, assistenza sanitaria, gestione aeroportuale, supporto alle attività dell’ ORHA (Office of Riabilitation and Hunanitarian Assistance) e ripristino di infrastrutture pubbliche essenziali. Si tratta di operazioni di profilo essenzialmente protettivo e di sicurezza, condotte con attività di sorveglianza, di protezione e sicurezza, di stabilizzazione ed assistenza. Le necessarie capacità di intervento e di risposta immediata a possibili situazioni di pericolo saranno guidate dalla funzione intelligence e basate sull’ alta mobilità, sulla flessibilità e la dinamicità del contingente e sugli assetti elicotteristici. Ci sarà anche la presenza di alcune donne , che consentiranno, in particolare, al contingente di meglio relazionarsi con la componente femminile della popolazione locale; si tratta di un contingente di media dimensione e di elevata qualità, dotato di una significativa autosufficienza in termini logistici, indispensabile per la distanza che separa il teatro di operazioni dall’ Italia, e di una efficace capacità operativa in termini di protezione, di mobilità, di assistenza. La catena di Comando e Controllo prevede: il Capo di stato Maggiore della Difesa mantiene il Comando Operativo sulle forze nazionali; queste ultime operano sotto controllo operativo del Comando delle Forze della Coalizione. Per gli aspetti nazionali è presente in teatro l’ IT-SNR (Italian Senior National Representative) L’ IT-SNR è incaricato di verificare che le forze nazionali siano impiegate nel rispetto del regime di deleghe in atto, cioè esclusivamente per il soddisf
acimento della missione assegnata e per le capacità operative approvate dall’ Autorità di Governo, al quale risalgono le decisioni
per eventuali
deroghe o impieghi diversi.
Gen. Pierluigi Torelli
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Mercoledì, 31 maggio, ore 10-14
LA PARTECIPAZIONE DELLA MARINA E DELLA AERONAUTICA ALLE MISSIONI ESTERE
Amm. Pier Paolo Ramorino
Col. Gianni Angelucci
Col. Giovanni Romano
IL RUOLO DELLE INFERMIERE VOLONTARIE DELLA CROCE ROSSA ITALIANA NELLE MISSIONI UMANITARIE
Sorella Maria Enrica Monaco